In giro ormai si leggono e si vedono tante cose sulle cuffie da gaming, odiate dagli audiofili e amate da chi predilige facilità e comodità alla pura qualità del suono cercheremo finalmente di chiarire questa difficile situazione.

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Per chi ha un pc da gaming e vuole semplicemente la cuffia di marca che “ci sta bene” con tastiera e mouse sicuramente si fionderà sui prodotti Razer, stesso discorso per Asus, Logitech e tante altre marche che hanno la loro linea di prodotti “da gaming”. Ma cosa vuol dire “da gaming”? Tendenzialmente che sono pensate esclusivamente per suonare al meglio con i giochi senza mai far mancare la componentistica estetica che deve richiamare colori e fattezze dell’intera linea di marca. Detto in poche parole: Bassi potenti e colori in tinta con mouse e tastiere “Razer” o qualsiasi sia la marca che scegliate.

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Ma queste cuffie suonano bene? Se lo chiedete a chi di audio se ne intende o semplicemente cercate sui forum più famosi e blasonati noterete subito un astio forte e provocatorio al solo leggere “gaming”. Gli audiofili dicono semplicemente che allo stesso prezzo di una cuffia da gaming si riesce a comprare una configurazione hifi che surclassa e umilia qualsiasi apparato da gaming, quale che sia la marca che lo propone. Ed ecco spuntare quindi nomi lontani dall’ambito gaming ma decisamente famosi per gli appassionati di musica: Sennheiser, Audio-Technica, Superlux, Beyerdynamic.

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Hanno ragione? Sì, ma con dei punti importanti da chiarire. Chi gioca con il pc ha bisogno di un certo suono, capace di enfatizzare frequenze che sono molto più marcate in game come ad esempio i bassi per creare esplosioni e spari da lasciar a bocca aperta. La stessa cuffia, se usata per ascoltare una canzone risulterà davvero pessima dato lo stampo “cupo e profondo” che enfatizzando i bassi copre spesso tutto il resto lasciando una sorta di suono ovattato. Quindi la cuffie da gaming sono da buttare? Assolutamente no, chi gioca a GTA V e ascolta la radio non si renderà nemmeno conto di quanto appena detto perché tale chiarezza e limpidezza è palese solo a chi ascolta musica costantemente.

Come scegliere la cuffia?

La prima ed essenziale cosa da capire sulle cuffie è una sola: Dipende tutto dal vostro gusto personale. Chi ama i bassi profondi sarà orientato verso cuffie chiuse, mentre chi ama la musica chiara con alti e medi che padroneggiano lasceranno che il suono esca con una cuffia aperta. Una volta che sapete bene cosa vi piace e come volete la cuffia ecco cosa guardare, quali sono i valori che le differenziano:

  • Risposta di frequenza: L’orecchio umano percepisce dai 20 ai 20.000 Hz, l’importante è che la cuffia sia stabile nel tenere la frequenza lineare udibile dall’orecchio umano. Un valore più alto è inutile per la maggior parte degli esseri umani.
  • Impedenza: Valore in Ω ohm, in pratica più è alto e meno disturbi in cuffia avremo. Solitamente 32 Ω sono una valore accettabile, le cuffie HD hanno un valore più alto. L’impedenza rappresenta la difficoltà che incontra un segnale elettrico nel transitare in un conduttore, è necessario trovare un valore che rappresenti un valido compromesso perché un valore basso darà alla cuffia un volume più alto ma con più disturbi mentre un valore alto un segnale più pulito ma volume basso, molto basso.
  • SNR/SPL: E’ il rapporto segnale rumore (o sound pressure level) e solitamente più è alto più il suono sarà chiaro, come il segnale originale viene inviato. Molto importante quindi trovare equilibrio tra questo valore e l’impedenza.
  • Tipo di cuffia: Le cuffie possono essere fatte in tanti modi, aperte in modo da far passare il suono e quindi dando spazialità a quello che sentiamo (lasciando sentire anche a chi ci sta vicino qualcosa) o chiuse dove il suono resta in cuffia dando corpo e profondità maggiore, uno sparo viene quindi sentito molto più forte e intenso e l’isolamento creato da una buona cuffia crea davvero un coinvolgimento incredibile. Esistono vari modelli, da cuffie che coprono le orecchi a quelle che si appoggiano sulle orecchie ma vi basti sapere che la stragrande maggioranza si dividono in chiuse e aperte.

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Prendiamo il TOP di gamma?

Questi valori ci fanno capire come una cuffia dovrebbe suonare, ma non pensate che sia la cuffia a dare la svolta a quello che sentite, questo lavoro la fa quasi del tutto la scheda audio e per questo deve essere scelta con cura. Una cuffia con impedenza sopra i 60 Ω se collegata ad un cellulare o scheda audio economica si sentirà male, il problema più fastidioso sarà il volume basso, davvero basso. Questo ci fa capire che non basta comprare la miglior cuffia ma scegliere e bilanciare equamente tutto l’impianto che vogliamo creare.

Capire cosa vogliamo e cosa ci serve

Se noi principalmente giochiamo e al massimo usiamo le cuffie per guardare qualche film e ascoltare qualche canzone si può tranquillamente affrontare una spesa intorno alle cinquanta euro comprando “quella che ci piace di più” dando attenzione alla marca e al modello che propone. Salendo di qualche decina di euro arriva la soluzione comoda: Cuffie con scheda audio integrata con collegamento USB. Le cuffie USB bypassano letteralmente la scheda audio del pc e sono fatte per essere così come sono, pur avendo la possibilità di equalizzare il suono solitamente queste cuffie vanno solo attaccate al pc e basta, suono decente e probabilmente microfono integrato per farvi essere pronti al vostro raid serale su World of Warcraft o la partita della vita su CoD. Anche se questa soluzione è odiata e schernita dagli “audiofili” è decisamente la più comoda e spesso economica per chi vuole semplicemente giocare.

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La virtualizzazione del suono

Le cuffie sono e saranno sempre STEREO cioè con due canali (destro e sinistro) e quale che sia il cambio applicato a questo, deteriora sensibilmente il segnale. Sappiamo che esistono gli apparati 5.1, 6.1 e 7.1 in grado di mettere le persone letteralmente al centro del suono, le cuffie pur essendo stereo (2.0) hanno un modo per “fregare” il cervello umano tramite un programma che virtualizza profondità e direzione dei suoni con dei semplicissimi effetti di echi e ritardi fatti in modo tale da emulare un sistema 7.1. Ovviamente non è paragonabile ad un vero sistema dolby ma funziona, quando il programma è fatto bene il suono non è male. Questi programmi sono integrati alla cuffia usb o semplicemente vanno scaricati dal sito del produttore. Ovviamente il segnale non sarà più chiaro e intenso ma leggermente falsato, spazialità ampia a volte serve altre no. Il suono stereo fa comunque il suo bel lavoro, sono e saranno sempre gusti.

Ma cosa dicono gli audiofili? Il meglio qual’è?

Basta fare una veloce ricerca tramite il vostro motore di ricerca preferito e subito si trova questa configurazione:Scheda audio dedicata, Cuffie Superlux HD681 EVO, microfono da tre euro e si comincia! Ma quanto costa? Poco, considerando che una scheda audio buona fatta per giocare come la Sound Blaster Z costa intorno agli ottanta euro (anche meno, dipende dalla versione) e le Superlux HD681 EVO intorno ai trenta euro siamo ad un buget che rientra nei cento euro. Quindi questo è il meglio? A mio avviso, no, siamo lontani dal meglio. Come scritto poco fa, è solo l’inizio e di certo non siamo a buon punto.

Esperienze personali

Come detto sopra, valutate bene cosa volete e come scegliere la cuffia. La soluzione da “audiofili” potrebbe crearvi molti problemi. Prendiamo in esempio la configurazione standard “per cominciare”: Sound Blaster Z e Superlux HD681 EVO a mio avviso pessima combinazione. Suonano davvero bene, il suono è superiore a tutto quello che da gaming costa fino a centocinquanta euro ma ci sono dei grossi problemi tecnici in questa configurazione. La SB Z è una scheda audio con amplificazione del suono fino a 600 Ω mentre le Superlux HD681 EVO sono cuffie da 30 Ω questo vuol dire che pur suonando magnificamente, alzando il volume iniziano a gracchiare, la scheda amplificata un segnale troppo forte e le cuffie iniziano a riportare disturbi. Abbassate il volume e tutto si risolve. Altra soluzione è la Asus Xonar ROG Phoebus, leggermente superiore della SBZ ma con i suoi difetti di fabbrica e una gestione del suono a due pannelli (Asus e Dolby) che a volte litigano tra loro. Anche qui, scheda troppo potente ma con amp settabile, le Superlux continuando ad aver problemi a volume alto. Ho quindi evitato di prendere il top di gamma, la Essence STX II perché pur essendo “la migliore” è pensato esclusivamente per musica, ha un programma di virtualizzazione ma qui si affronta una spesa di duecento euro e bisogna abbinarci delle cuffie molto più serie, qualcosa di impedenza superiore ai 150 Ω con un prezzo base di centinaia e centinaia di euro.

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Conlusioni, gaming o non gaming

Dopo varie esperienze sia personali che lette in giro per la rete, posso affermare che il “gaming” non è questo demonio che si vuole scacciare. Bisogna solo capire quanti soldi si hanno da spendere e per cosa si userà la cuffia. Ho avuto il piacere di provare cuffie come le Creative Sound Blaster Recon3d Omega Wirless e ne sono rimasto estasiato. Duecento euro di cuffia Wirless che non aveva nessun rumore di fondo, tasto per virtualizzare il suono “al volo” e utilissima scheda audio esterna USB da poter sfruttare anche con altre cuffie. Le Tactic erano leggerissima e il segnale ottimo anche a distanza e con ostacoli come pareti, contrariamente alle Superlux che pur avendo un suono a mio avviso leggermente superiore mi hanno costretto ad abituarmi per indossarle. Viene quindi da passare il discorso a voi, la comodità si paga, molto cara, per questo se volete il meglio da gaming e trovate le Astro A40 e A50 che costano quasi trecento euro dovete anche far i conti su quello che offrono: Un sistema completo con scheda audio esterna e cuffie di buona fattura. Se quello che volete è il meglio e ascoltate tanta musica allora con quelle trecento euro vi comprate un’ ottima scheda audio, delle cuffie serie da almeno 50/60 Ω di impedenza e immancabilmente un amplificatore per cuffia che vi cambia davvero il suono. Sconsiglio fortemente le cuffie “5.1 reali” perché quel reale non è altro che cinque piccoli altoparlanti della grandezza di cuffie per cellulari che vengono messe in uno spazio limitato intorno al nostro orecchio. Risultato? Suono basso, confusionario e il portafogli che piange.

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